Impegno e dedizione, in corsia come sul territorio, per contribuire alla tenuta del Sistema sanitario e garantire il diritto alla salute e la tutela della dignità di ogni persona.
È dedicata ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del settore la VI Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato che si celebra in Italia il 20 febbraio di ogni anno. Una ricorrenza istituita per legge durante la pandemia Covid, per onorare l’impegno e il sacrificio degli operatori nella tutela della salute pubblica.
A sei anni di distanza dall’emergenza pandemica, che sul territorio bresciano ha visto i professionisti della sanità mettere a rischio e in diversi casi sacrificare la loro stessa vita, l’Ordine dei Medici di Brescia commemora una Giornata che si arricchisce di nuovi significati, alla luce delle sfide di un sistema sanitario in evoluzione.
“Un’occasione per celebrare l’impegno dei professionisti sanitari che sono ogni giorno in prima linea per garantire cure e assistenza a chi ne ha bisogno, ma anche un momento per riflettere sulle criticità che ancora penalizzano il lavoro di donne e uomini della sanità”, sottolinea Germano Bettoncelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia, che il 20 febbraio parteciperà a Roma alle celebrazioni nazionali della Giornata promosse dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri – FNOMCeO, che avrà per tema “Il Valore di chi Cura”.
In corsia come sul territorio, il definanziamento della sanità pubblica, lo scarso riconoscimento retributivo – se paragonato agli altri Paesi europei – a fronte di carichi di lavoro e turni sempre più pesanti, le difficoltà organizzative e i crescenti gravami burocratici che tolgono spazio al tempo clinico, il rischio sempre più alto di subire minacce, violenze fisiche o psicologiche, rappresentano nodi critici per la professione medica che necessitano di correttivi urgenti. Il tutto nel contesto di una cronica mancanza di programmazione fondata su dati certi e standard aggiornati.
Stiamo di fatto attraversando una “crisi di sistema” che vede il nostro Servizio sanitario, fondato sulla garanzia del diritto costituzionale alla tutela della salute, frammentarsi in tanti sistemi sanitari regionali variamente orientati al libero mercato. La lentezza con cui queste trasformazioni avvengono favorisce una progressiva assuefazione e un’accettazione rassegnata nei cittadini.
“Nonostante queste criticità, tuttavia, a prevalere in chi sceglie il nostro mestiere sono il senso di responsabilità e la passione per una professione che ha nella scienza il suo baluardo, ma non può essere asettica, perché si misura con l’uomo, la sua sofferenza, il suo vissuto, nella prospettiva di offrire cure e prossimità – sottolinea il presidente Bettoncelli – Una consapevolezza che vogliamo ritrovare nei tanti giovani freschi di laurea, che ogni anno prestano il giuramento ippocratico in seno al nostro Ordine, così come nei colleghi che lavorano negli studi di medicina generale e nei reparti di ospedale, nei presidi sanitari, nelle strutture riabilitative e nelle case di riposo, per i quali ancora il diritto del paziente ad essere tutelato nei suoi bisogni di salute prevale su ogni altra difficoltà. In questo senso la resilienza dei medici e degli altri professionisti della sanità è il cardine che ancora oggi assicura la sopravvivenza del nostro Sistema sanitario”.
Comunicato Stampa del 18 febbraio 2026