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Fondazione ENPAM. Quando il Medico (invece) deve fare la fattura elettronica
lun 05 feb, 2024

Si è già detto che medici e dentisti per tutto il 2024 non possono e non devono fare la fattura elettronica per prestazioni sanitarie ai propri pazienti. Rimane però una serie di casi in cui il medico è tenuto a presentare le fatture in formato digitale. Cioè, in tutti gli altri casi.

I professionisti in camice, infatti, possono prestare attività di libera professione ed emettere fattura per una pluralità molto ampia di soggetti, nell’ambito di visite mediche, consulenze, docenze, collaborazioni editoriali e molto altro.

QUANDO LA E-FATTURA È VIETATA

Partiamo da quanto detto nei giorni scorsi e facciamo un breve riepilogo. La novità delle scorse settimane è stato lo slittamento al 2025 dell’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie rivolte ai pazienti privati, alle persone fisiche con solo codice fiscale per dirla in burocratese.

La proroga disposta dal Consiglio dei ministri mantiene infatti in vita per tutto il 2024 la fattura cartacea, solo per tali prestazioni. In questo frangente, la prassi da seguire rimane quella dell’emissione ai pazienti della fattura cartacea e l’invio dei dati al sistema Tessera sanitaria.

QUANDO BISOGNA FARE FATTURA ELETTRONICA

Per tutti gli altri casi, medici e dentisti devono utilizzare fattura elettronica, che transita per il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate.

Tra consulenze, perizie, docenze, partecipazione a commissioni e convegni, contributi editoriali, nella miriade di opportunità professionali del medico con partita Iva, possiamo elencare alcuni dei casi in cui è obbligatoria la fatturazione elettronica.

Ad esempio, la fattura elettronica va emessa nei confronti di:

Cliniche e studi privati
Tribunale per consulenze e perizie
Compagnie assicurative
Ditte e aziende
Enti pubblici e privati, come ad esempio le Università
Società, come ad esempio le squadre sportive o le società editoriali
Altri professionisti

Per consultare la nota della Fondazione ENPAM in oggetto clicca qui