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IMPLEMENTAZIONE VACCINAZIONI

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni del Dottor Giovan Battista Calabrò sul tema in oggetto

Il Presidente: Dott. Ottavio Di Stefano

IMPLEMENTAZIONE VACCINAZIONI


Il decreto Lorenzin è stato proposto con una politica impositiva che ha avuto la sua conseguenza in una delle più grandi reazioni mai viste del mondo no-vax. Non è infrequente, in effetti, che -da quando è esploso il fenomeno dei social network- ciò che prima era considerabile come posizione “alternativa”, anti sistema e talvolta sfociante nel complottismo e tuttavia espressa in strettissime cerchie disorganizzate di persone, oggi trova terreno fertile in vere e proprie comunità online che contano diverse migliaia di utenti spesso accomunati da una grande diffidenza da ciò che viene percepito come calato dall’alto, frutto di una imposizione del potere costituito. Spesso queste posizioni critiche sono esasperate da false credenze veicolate a mezzo internet, che per la diffusività tipica del mezzo informatico sono lette in pochissimo tempo, a macchia d’olio, da un indefinibile numero di utenti in rete.
In queste particolari circostanze il Legislatore deve, al fine di ottenere un qualsivoglia risultato, impegnarsi nel proporlo non tanto attraverso l’imposizione ma piuttosto attraverso l’informazione. E’ necessario infatti bypassare il meccanismo complottista e fare in modo che qualsiasi timore più o meno ingiustificato sia lenito attraverso una informazione paziente e corretta. Sotto questo punto di vista non convince nemmeno l’atteggiamento di tanti miei colleghi, che a fronte della prevedibile diffidenza in fatto di obbligo vaccinale reagiscono spessissimo con toni rabbiosi e di scherno, bollando i timori delle persone come vaneggiamenti da ignoranti. Si tende a dare del visionario anche a chi, semplicemente, pur accettando l’obbligo vaccinale esprime curiosità o perplessità sul medesimo. Mai atteggiamento potrebbe essere più sbagliato: il rischio concreto, che si cementifica ogni giorno di più, è che il decreto Lorenzin sia percepito come una sorta di “lo devi fare perché lo dico io, il resto non è affare tuo”.
Il fulcro della questione è squisitamente politico: la scelta di implementare o meno l’obbligatorietà della copertura vaccinale, così come è scelta politica il modo con quale presentare alla popolazione ciò che si ritiene più opportuno per la salute pubblica.
Se si ritiene opportuno implementare la politica vaccinale -ed è opportuno- si otterrebbero molti più risultati non imponendo una decisione dall’alto, ma incaricando i medici di famiglia e i pediatri di effettuare presso i propri pazienti una corretta informazione volta alla spiegazione dell’utilità vaccinale e alla demolizione di timori infondati, per poi passare alla somministrazione secondo le direttive dettate dalle ATS e ASST competenti .
Ancora di più importante della modalità di proposizione prescelta è la logicità di un provvedimento legislativo: quale senso può avere per la salute pubblica, nella fattispecie per la salute dei bambini, imporre un obbligo vaccinale sui medesimi quando questo non è altrettanto imposto ai soggetti che tipicamente vengono a contatto con loro come gli operatori sanitari e gli operatori scolastici?

Si auspica che il decreto Lorenzin sia il prima possibile emendato eliminando la componente impositiva in favore di quella informativa, rendendolo nel contempo logicamente più efficace nel perseguire le finalità che si prefigge, con particolare riferimento al personale sanitario e scolastico, che risultano in parte privi di copertura vaccinale seppur a contatto con bambini e adulti a rischio.

Calvisano
Dr. Giovan Battista Calabrò