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RIFLESSIONI DI UN MEDICO DELLA BASSA BRESCIANA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni del Dottor Sergio Perini sulla grave situazione ambientale della Bassa Bresciana con l'ultimo episodio dell'epidemia di polmonite

Il Presidente: Dott. Ottavio Di Stefano

RIFLESSIONI DI UN MEDICO DELLA BASSA BRESCIANA


In 36 anni di attività di medico non ho mai visto una epidemia di polmoniti di tale intensità e di tale gravità scoppiata tra fine agosto e i primi di settembre di questo anno nella bassa bresciana. Tutti noi medici siamo rimasti sorpresi di tale fenomeno clinico che ha avuto una risonanza internazionale.

Ad oggi (3 ottobre 2018) risultano 602 accessi nei vari Pronto Soccorso degli ospedali della provincia di Brescia e dell’alto mantovano con 373 ricoveri dei quali circa il 10% ad eziologia da legionella pneumophila, batterio gram negativo, mentre il restante 90% è senza etiologia precisa e comunque negativa ai test urinari ed ematici per la legionella. Sono state scritte sui giornali dichiarazioni anche istituzionali contradditorie favorendo in tal modo maggiore apprensione nella popolazione. Alcuni deputati hanno richiesto formalmente al Ministro della Salute Grillo dei chiarimenti che a, tutt’oggi, non sono arrivati. Dopo oltre 1 mese dall’evento anch’io, in qualità di Medico, esprimo le mie perplessità rispetto a questa mancanza di informazioni perché mi trovo in difficoltà rispetto ai pazienti e alla cittadinanza. I miei pazienti colpiti dalla polmonite sono stati oggetto di studio da parte dell’ATS di Brescia e di funzionari del Ministero della Salute, ma, a tutt’oggi, anche loro non hanno avuto alcuna risposta formale. Ad un mio paziente deceduto è stata trovata la legionella nel sifone della sua doccia. L’ufficio postale di Carpenedolo, dove una persona ha avuto una polmonite da legionella, è stato chiuso per alcuni giorni  per igienizzare la struttura. E’ stata inoltre individuata dai controlli ATS una sicura responsabilità di una non corretta gestione di torri di raffreddamento di alcune Aziende di Carpenedolo e Calvisano.

Nel frattempo la Procura della Repubblica di Brescia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Altri elementi da prendere in considerazione in questa area geografica sono i seguenti:

-Il fiume Chiese, area coinvolta in questa epidemia, anche a seguito della presenza di una nuova diga per centrale idroelettrica a Mezzane di Calvisano, ha creato nel suo alveo zone di acqua ferma, pabulum ideale per i batteri

-sui terreni agricoli dei Comuni della bassa sono continuativamente gettati, da industrie di smaltimento, fanghi di depurazione mescolati a vari altri residui carichi di metalli pesanti e sostanze inquinanti con l’adesione consapevole di molti agricoltori. In agosto inoltre sembra sia stato gettato sui campi pollina e materiale organico dei polli deceduti in marzo per l’aviaria che aveva colpito molte aziende di produzione avicola.

-Nella bassa bresciana inoltre vi è una concentrazione zootecnica assolutamente fuori di misura con la presenza di 1.330.000 suini, 440.000 bovini e 43.000.000 di polli e tacchini i cui liquami sono smaltiti sui terreni agricoli.

--aggiungasi la presenza di una quantità enorme di piccioni che si annidano negli anfratti di ogni casa formando strati di guano che nessuno toglie favorendo la produzione di zecche e altri parassiti.

Nel Comune di Guidizzolo (MN) sono attivi innumerevoli cannoni antigrandine che sparano ultrasuoni in cielo impedendo la formazione di nuvole ed alterando quindi il microclima.

-nei Comuni di Montichiari, Castenedolo, Mazzano, Bedizzole, Ghedi, dopo aver speculato sulla estrazione di ghiaia i proprietari di cave o varie società create ad hoc gestiscono una diversa tipologie di discariche. Solo il Comune di Montichiari, ormai considerato la “pattumiera d’Italia”, ha sul suo territorio ben 13 discariche, ovviamente tutte autorizzate dalla Regione Lombardia, riempite da 12 milioni di metri cubi di rifiuti tossico-nocivi, amianto e altre prelibatezze provenienti da tutta Italia di giorno e di notte! La frazione di Vighizzolo (2.000 abitanti) spesso esperimenta cosa voglia dire la puzza di quell’area con alcuni ricoveri per intossicazione.

-In questa situazione ambientale si aggiunge anche l’aeroporto D’Annunzio di Montichiari che non aiuta di certo la qualità dell’aria grazie allo scarico di ossido di carbonio, di idrocarburi e di micro particelle PM 10 da parte dei motori degli aerei che sorvolano a bassa quota

La cittadinanza di tutta l’area, per tutti questi motivi, è veramente preoccupata rendendosi conto che la qualità di vita è sempre più ridotta e le manifestazioni pubbliche che si susseguono sul tema della Salute sono ormai quotidiane.

E’ ormai evidente che la somma e l’indice di pressione di tutti questi fattori nocivi vanno ad incidere sulla salute dei cittadini. Peraltro nessun tecnico, ingegnere, medico o biologo, può sapere con certezza quali effetti sulla salute possono creare nel tempo tutte queste sostanze immesse nel terreno, nelle acque e nell’aria. Ricordo che le nuove conoscenze dell’epigenetica affermano che tutti questi fattori possono modificare alcuni geni del DNA degli esseri viventi favorendo tumori e varie malattie.

Dunque, io vedo, in questa epidemia di polmoniti, la punta di un iceberg del grave stravolgimento ambientale di questa parte della provincia di Brescia.

Si pongono dunque alcune domande d’obbligo anche alla luce dell’art.2.8 (ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute) del Piano Nazionale Prevenzione 2014-18 della Intesa Stato-Regioni del 13/11/2014 e della Delibera della Regione Lombardia n. 10/2934 del 19/12/2014.

1-Gli Organi Istituzionali Comuni, Provincia di Brescia e Regione Lombardia come pensano di affrontare queste emergenze e cosa non hanno fatto per prevenirle?

2-La Regione Lombardia, con varie delibere e in maniera schizofrenica, da un lato favorisce il rapporto tra ambiente e salute, ma, dall’altro, autorizza con Studi di Impatto Ambientale (SIA) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS) discariche e strutture impattanti.

3-Quale il ruolo dei Sindaci, dell’ATS, delle ASST e dell’ARPA nel controllo delle discariche, delle torri di raffreddamento delle numerose industrie della Provincia, degli spandimenti sui terreni agricoli, della qualità delle acque?

4-Quali gli obblighi delle Aziende nel controllo periodico degli impianti e chi e quando verifica?

5-Quale il ruolo delle Associazioni di categoria: Confindustria, Confartigianato, Coltivatori Diretti, Ordini Professionali (Ingegneri, Periti Agrari, Veterinari, Medici)?

Sono solo alcune domande che richiedono alcune risposte.

Dr Sergio Perini
Medico in Carpenedolo
Socio ISDE (Medici per l’Ambiente)