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COMUNICARE COL PAZIENTE

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni del Dottor Giovan Battista Calabrò sul tema in oggetto

Il Presidente: Dott. Ottavio Di Stefano

COMUNICARE COL PAZIENTE 

 

Il consenso informato è il presupposto per la legittimità dell’attività medica.
Deve essere preceduto da un’adeguata informativa riguardo alle caratteristiche, ai rischi e alle finalità dell’intervento.
Il consenso informato è pertanto espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico, ed è un diritto della persona che trova fondamento direttamente nei principi espressi dagli artt. 2, 13 e 32 della Costituzione.

È di fondamentale importanza portare questi concetti teorici nella realtà di tutti i giorni, impegnandosi attivamente affinché i pazienti siano realmente in grado di comprendere le procedure mediche che sono a loro proposte.

Il medico deve avere la consapevolezza che l’informazione che darà al paziente sarà veicolata tanto dal linguaggio verbale (le parole) quanto da quello non verbale.
La conversazione con il paziente dovrà essere chiara, essenziale, sintetica ed esaustiva. Molto importante è il rendersi comprensibili adeguando il proprio modo di parlare al livello culturale del paziente.

Il tono della voce, il volume e la gestualità sono strumenti attraverso i quali un medesimo messaggio può essere comunicato con risultati differenti. Bisogna comprendere che il paziente non ha, il più delle volte, la competenza tecnica per comprendere la gravità (o la non gravità) di una situazione; sarà compito del medico usare toni sempre tranquillizzanti, ma decisi in caso di quadri clinici complessi e leggeri quando non c’è nulla da temere (anche scherzosi, il buon umore è sempre un ottimo farmaco che non ha effetti collaterali e non costa niente).

È opportuno cercare di sviluppare le proprie capacità comunicative non verbali perché è proprio il linguaggio non verbale a predominare su quello verbale. Così il paziente al quale si dirà che “va tutto bene” con un sorriso e un atteggiamento aperto e amichevole si sentirà molto più sollevato rispetto al paziente che riceverà lo stesso messaggio da un medico accigliato e distratto che consulta una cartella clinica senza mai incrociare lo sguardo del malato.

Calvisano 9 dicembre 2018
Dr. Giovan Battista Calabrò